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mercoledì 28 febbraio 2018

Nascita della Rubrica "La Dottoressa AromaTerapia cura le Piante©"

Docente del Corso di Erboristeria “Di Erba in Erba©” Cromoterapeuta - Cromoestetica Floriterapeuta Mediterranea - esperta di Cosmesi naturale personalizzata, Consulente naturopata - vasta esperienza anche con bimbi e anziani -  Istruttore di “Tài jí quán - 太极拳” e di “Tai Chi Kung” dello Stile Yang, della International Family Tai Chi Chuan blogger http://dierbainerba.blogspot.it - © Maria Caterina Ranieri 白蓮 – all rights reserved ॐ


Oggi nasce la neonata Rubrica “la Dottoressa AromaTerapia cura le Piante©eh sì perché, chi meglio di un componente vegetale può curare un altro Vegetale? Appunto…nessuno! la condivisione biochimica è innegabile!


Sono sicura, miei cari naviganti che mi seguite da tempo, che sapete perfettamente di ciò di cui sto parlando, ma per chi non conoscesse l’oggetto dell’argomento, provvedo subito a presentarvelo in modo esperienziale… e non solo!

Immaginate che i vostri passi vi portino in un bel prato, meglio se selvatico, un prato ricco di biodiversità dove la flora aromatica e ben rappresentata… i vostri sensi saranno immediatamente rapiti dal silenzio, dal cinguettio degli uccellini, (l’udito) e i vostri occhi saranno estasiati dall’arcobaleno di colori vividi che avrete l’occasione di vedere… e già in questa “festa,” potrete ritenervi soddisfatti, e invece no, perché c’è ancora qualcos’altro di inebriante che giunge a voi, al vostro olfatto… un’invisibile, ma forte presenza…

A questo punto lo avete capito di cosa parlo, n’est pas? 

Parlo di quei meravigliosi effluvi odorosi che ad ogni passo nel nostro prato “incantato” variano al variare delle piante incontrate e che aprono diverse “Porte del tempo.

I miei ex allievi sanno di cosa parlo, è argomento della lezione di Aromaterapia del Corso Di Erba in Erba© mi riferisco ai nostri Ricordi… 

Nel Viaggio verso di noi queste molecole odorose aprono, come una chiave, un recettore, attraversano un filtro, l’osso etmoide, entrano nei bulbi olfattivi e qui vanno direttamente nel nostro Sistema limbico, un sistema molto antico preposto a valutare le situazioni e a prendere velocemente decisioni utili alla salvaguardia della specie dalla scelta delle fonti alimentari e di cura, alle strategie di difesa, dalla ricerca del partner alla gestione emozionale e tanto altro…

Oggi le Neuroscienze individuano nell’ippocampo (quella struttura anatomica presente alla base del cervello dalla curiosa forma di un cavalluccio marino) il centro recettivo dei principali segnali sensoriali provenienti sia dal mondo esterno che da quello viscerale. 

Queste cellule piramidali dell’ippocampo avrebbero formato una speciale tastiera emotiva in grado di arricchire i ricordi soggettivi, ricordi che vengono richiamati, immediatamente, proprio dai nostri effluvi odorosi naturali...

Diversi sono stati i termini con cui è stato descritto nel tempo un olio essenziale (o.e.):
aroma, essenza e olio etereo,  ma nel 1972 la Farmacopea Francese (FF) ne ha stabilito la nomenclatura in “Olio Essenziale

Conosciamoli un pò’!

Gli oli essenziali sono un fitocomplesso all’interno del fitocomplesso della pianta, per comprenderlo meglio, pensiamo all’Universo con il sole al centro, il nostro Principio attivo, (P.A.) e i pianeti più o meno grandi, una costellazione di microelementi fondamentali nel coadiuvazione delle funzioni del p.a., ebbene,  diversi principi attivi compongono il nostro o.e.: quali alcoli, aldeidi, chetoni, esteri, fenoli e terpeni volatili (monoterpeni e sesquiterpeni).

I terpenoidi o isoprenoidi così chiamati perché sono caratterizzati dall’isoprene come unità strutturale, costituiscono il più vasto gruppo di composti vegetali: circa 30.000 molecole.

Sono composti da un numero variabile di isopreni e in base a questo numero assumono lemmi diversi:

monoterpeni     =  2 isopreni – 10 atomi di C – C10
sesquiterpeni    =  3 isopreni – 15 atomi di C – C15
diterpeni            =  4 isopreni – 20 atomi di C – C20
sesterterpeni    =  5 isopreni – 25 atomi di C – C25
triterpeni           =  6 isopreni – 30 atomi di C – C30
tetraterpeni **   =  8 isopreni – 40 atomi di C – C40

*C = atomo di Carbonio
** rappresentati prevalentemente dai carotenoidi ce li avete presenti quali sono?
Certo che sì, tutti quei vegetali gialli e arancioni li contengono carote, zucche, la curcuma!
(estratto dal Corso di Erboristeria Di Erba in Erba©)

Ruoli eco-fisiologici degli oli essenziali

Protezione da  stress meccanici e ambientali

La sintesi di isoprene aumenta anche in caso di carenza di acqua con una funzione antiossidante. 

Molte essenze forestali (es. appartenenti a Populus spp. e Quercus spp.) sintetizzano isoprene o monoterpeni nei cloroplasti fogliari a partire da carbonio appena fissato con la fotosintesi e non conservano questi terpeni in organi specializzati, ma li liberano immediatamente nell’atmosfera. 

l’isoprene svolge un ruolo molto importante anche nella stabilizzazione delle membrane dei cloroplasti contro stress termici 

Protezione dall’attacco degli animali

Molti terpeni conferiscono odore e sapore sgradevole alle foglie e ai frutti rendendoli poco appetibili agli erbivori.

Le strutture specializzate per immagazzinare i terpeni prodotti dalle piante sono i tricomi ghiandolari delle piante aromatiche e i dotti resiniferi diffusi in molti organi delle conifere. 

La resina ricca di monoterpeni, sesquiterpeni e diterpeni costituisce una barriera fisico-chimica all’ingresso del parassita. 

Questa resina che si esaurisce in 24-48 ore, si rigenera costituendo una resina secondaria, diversa nella sua composizione dalla resina primaria a causa della presenza del parassita. 

La composizione chimica della resina secondaria differisce da quella della resina primaria perché la pianta è in grado di modulare la produzione di terpeni in base al parassita presente o terpeni che respingono gli insetti piuttosto che molecole in grado di attrarli o il contrario dipende dalla situazione contingente.

Ricorderò sempre, durante una vacanza in Toscana a Torre del Lago Puccini in cui per recarsi al mare bisognava attraversare una pineta, pregustando delle splendide passeggiate, mi munisco di sandali aperti, morbidi al tatto, una delizia all’apparenza, ma micidiali nella realtà, che già dopo mezza giornata mi avevano creato vesciche sulle mie delicate estremità…meno male le mie de fonseca, che mi hanno salvato dal destino di camminare scalza in mezzo ai rovi… quindi il giorno dopo, recandomi al mare con delle temperature da pieno Agosto…vedo gocciolare da alcuni pini la resina…mi fermo un attimo, rifletto e penso: ”se cicatrizza i tuoi tessuti mio caro amico, cicatrizzerai anche le mie vesciche,” detto, fatto!
Prendo diverse gocce di resina e le applico, ognuna, su ogni vescica, non ci crederete, (ma provate!), dopo 24 ore erano già in via di guarigione…grande Mondo Vegetale, eterna gratitudine!  

Attrazione degli impollinatori

Il cineolo, un derivato dall’idrato di terpina, sinonimo anche di eucaliptolo,
svolge una funzione di attrazione nei confronti di apoidei (le nostre apette) e di insetti impollinatori che attratti dal profumo di queste sostanze visitano il fiore diffondendone il suo polline. 

Effetti allelopatici

Nel processo coevolutivo, le altre specie vegetali vengono “favorite” o “ostacolate” nel loro insediamento pedologico attraverso l’emissione di diverse sostanze secondo un disegno graduale della coevoluzione biochimica. 

Alcune sostanze terpeniche vengono prodotte dalle piante per limitare la germinazione dei semi, inibendo la crescita sia degli individui della stessa specie che quelli appartenenti ad altre specie

In breve, ecco perché la pianta si dà tanta pena ad elaborare questi preziosi elisir utilissimi anche per la nostra salute… ma avrete compreso leggendo queste mie brevi righe che l’Aromaterapia curerà egregiamente anche le nostre preziose Amiche-piante…perdonatemi il linguaggio un po' tecnico, ma alcuni argomenti lo richiedono.

Appassionatevi e un mondo si aprirà d’innanzi a voi…a proposito, io iniziai a curarmi con l’Aromaterapia a 22 anni, il mio medico curante faceva la sua diagnosi ed io elaboravo la mia cura, di cui lui non voleva sapere nulla perché citando le sue testuali parole: “E’ come il diavolo e l’Acqua Santa!” lui il primo ed io la seconda, ovviamente! 

A cura di Maria Caterina Ranieri
 

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