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sabato 30 giugno 2018

猴 La Scimmia e…la sua vera ‘Natura’

Docente del Corso di Erboristeria “Di Erba in Erba©” Cromoterapeuta - CromoEstetica FloriTerapeuta Mediterranea - esperta di Cosmesi naturale personalizzata, Consulente naturopata - vasta esperienza anche con bimbi e anziani -  Istruttore di “Tài jí quán - 太极拳” e di “Tai Chi Kung” dello Stile Yang, della International Family Tai Chi Chuan blogger http://dierbainerba.blogspot.it - © Maria Caterina Ranieri 白蓮 – all rights reserved ॐ

La Scimmia e…la sua vera ‘Natura’
di Maria Caterina Ranieri

"La Scimmia cinese è in realtà
un Saggio iniziato
che nasconde la sua vera natura
sotto l’apparenza buffonesca."

Se si guarda la Scimmia cinese da un’ottica diversa abbiamo risultati diversi e sorprendenti!


La scimmia, nell’immaginario collettivo, rappresenta il simbolo delle attività dell’inconscio: forze istintive, imprevedibili, incontrollate che possono essere pericolose o possono dar vita, anche, ad ispirazioni illuminanti e geniali!

Questi due aspetti dell’inconscio, rappresentano lo Yin e lo Yang, dell’aspetto irrazionale taoista.
L’iconografia cristiana da’, invece, alla scimmia il significato della degradazione, della dissolutezza della dilagazione dei vizi, in particolare dalla lussuria e dalla malizia. 

La filosofia Taoista associa l’animale alla “moderazione” ben rappresentata dalle tre scimmie nipponiche che una non ode, l’altra non vede e la terza non parla…. 

Per questo loro atteggiamento sono considerate un’espressione di saggezza e di felicità. – esattamente l’opposto della visione occidentale – “la moderazione” insieme alla bontà, all’armonia e alla calma è alla base filosofia taoista. 

Approfondendo questa filosofia vediamo che la chiusura delle tre porte: orecchie, occhi e bocca, che sono in relazione con l’ascoltare, il guardare e il parlare, fa’ risparmiare le energie e ciò comporta la tesaurizzazione dei tre tesori: 

lo Jing - l’essenza
il  Qi - l’energia
lo Shen - la mente-spirito 

Osserviamo da vicino il lavoro delle tre Porte:

Le orecchie, organi dell’ascoltare, sono collegate con i reni e quindi, secondo la MTC, con il Jing, l’essenza, la capacità vitale. 

Ascoltare troppo consuma il Jing. Ciò vale sia per l’ascolto buono -  la musica - che per quello cattivo, - il rumore, pensate al danno che provocano le discoteche... 

Ciò che consuma è lo stimolo a cui l’essenza è sottoposta e agli sbalzi emotivi che generano e che consumano. 

L’ideale sarebbe avere un cuore tranquillo e in equilibrio: non ci sarebbero, così eccessi, né troppa sofferenza, né troppa gioia, “la felicità è nella quiete”, dice il Tao…ma staremo, allora, vivendo? 

Essere centrati è fondamentale, bisogna non lasciarsi influenzare dalle notizie, buone o cattive che siano, questo ci suggerisce il Tao. 

Secondo il taoismo la musica come sottofondo, durante la pratica del Taiji non andrebbe ascoltata, la vibrazione della musica andrebbe a coprire la vibrazione personale naturale e rappresenterebbe una distrazione da noi stessi…

Gli Occhi: rappresentano il guardare collegato con il “cuore-mente”, lo Shen: lo spirito… anche per queste porte la stimolazione esagerata è nociva, di nuovo ci si presenta l'indicazione della “moderazione,” della “misura.”

La bocca con il suo parlare è collegata ai polmoni, e quindi al Qi, con il soffio vitale che è energia, la nostra energia vitale. 

Pensiamo alla situazione in cui, a corto di energia, non riusciamo quasi a parlare, la voce è flebile, bassa, stenta ad uscire…un tracciato puntuale della nostra energia interiore… 

Anche per il parlare vale quanto detto per l’ascoltare.

Seguendo, quindi, la lettura del suo inconscio, la Scimmia, prende coscienza delle sue pulsioni elementari, cibo, sesso e dei suoi lati oscuri e le elabora seguendo la via dell'istintività, dell'inconscio...

Nel Taiji la sequenza “indietreggiare e respingere la scimmia” che troviamo nella seconda parte della Forma a mani nude 103, potrebbe significare il distaccarsi per potersi osservare, accettarsi ed infine,  evolvere…

Questa posizione, infatti, permette allo sguardo di spaziare, sia frontalmente che posteriormente, si ha la possibilità di vedere sia il passato che il futuro, di acquisire fiducia in se stessi affidandosi alla mente superiore attraverso l’inconscio e l’intuizione…

Miei cari naviganti, come avete avuto modo di leggere, un semplice aforisma, può condurci lontani nel Tempo e nello Spazio, ma quel che conta è esser qui e ora, nel momento presente, l’unico momento in cui l’Uomo è un Creatore…

Un caro saluto e...ci troviamo al prossimo post!
a cura di Maria Caterina Ranieri
 

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